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by Christopher Mudiappahpillai

Today we cremated my grandfather. It was an interesting experience, but much less than I expected. It was not emotional at all. The facility itself was – excuse me if this seems crass – a bit of a let down. And yet, it still leaves one thinking. Seventy-two years, gone in about two and a half hours. Life really is but for a moment; a vapor.

I shall write more tomorrow as I have much work to do. Sweet dreams to all you late night browsers. This song isn’t really appropriate, but it comes to mind.


Con Te Partirò

Quando sono solo

sogno all’orizzonte

e mancan le parole,

Si lo so che non c’è luce

in una stanza quando manca il sole,

se non ci sei tu con me, con me.

Su le finestre

mostra a tutti il mio cuore

che hai acceso,

chiudi dentro me

la luce che

hai incontrato per strada.

Con te partirò.

Paesi che non ho mai

veduto e vissuto con te,

adesso si li vivrò,

Con te partirò

su navi per mari

che, io lo so,

no, no, non esistono più,

con te io li vivrò.

Quando sei lontana

sogno all’orizzonte

e mancan le parole,

e io sì lo so

che sei con me,

tu mia luna tu sei qui con me,

mio sole tu sei qui con me,

con me, con me, con me.

Con te partirò.

Paesi che non ho mai

veduto e vissuto con te,

adesso si li vivrò.

Con te partirò

su navi per mari

che, io lo so,

no, no, non esistono più,

con te io li rivivrò.

Con te partirò

su navi per mari

che, io lo so,

no, no, non esistono più,

con te io li rivivrò.

Con te partirò.

Io con te.

Translation here. And in case you didn’t know, Bocelli is blind. (Post edited at 10:40 PM.)